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Back to school: riattivare l’inglese dopo l’estate

Riattivare l’inglese dopo l’estate può richiedere un po’ di tempo: parole, strutture e automatismi già acquisiti non sono necessariamente dimenticati, ma spesso hanno solo bisogno di essere riportati in primo piano.
Per questo, nelle prime settimane di scuola, può essere utile non concentrarsi subito su nuovi contenuti, ma creare occasioni semplici e coinvolgenti per far riemergere ciò che gli studenti già conoscono.
Riattivare l’inglese dopo l’estate significa proprio questo: accompagnare gradualmente la classe dal riconoscimento di parole e strutture fino a una produzione sempre più spontanea, trasformando il ripasso in un momento attivo e partecipato.
Dopo l’estate, prima riattivare poi ripartire
Il rientro a scuola porta con sé nuovi programmi, nuovi obiettivi e, spesso, la voglia di iniziare subito con nuovi argomenti. Ma prima di andare avanti può essere utile dedicare un po’ di spazio a ciò che è già stato appreso.
Dopo alcune settimane lontano dalla routine scolastica, gli studenti possono aver bisogno di tempo per recuperare vocaboli, strutture grammaticali ed espressioni che durante l’anno precedente utilizzavano con maggiore facilità.
Questo non significa ricominciare da capo. Al contrario, significa creare le condizioni perché conoscenze già presenti tornino rapidamente disponibili.
Un’attività di riconoscimento, una semplice associazione tra parole o la costruzione di una frase possono diventare piccoli stimoli capaci di rimettere in moto competenze che sembravano momentaneamente meno immediate.
Ripartire dall’inglese che gli studenti già conoscono
Nelle prime lezioni dell’anno, lavorare su contenuti familiari offre agli studenti un punto di partenza rassicurante.
Riconoscere una parola, ricordare il significato di un verbo o riuscire a costruire una frase semplice permette di sperimentare fin da subito una sensazione di competenza. Da questa sicurezza può nascere una maggiore disponibilità a parlare, sperimentare e partecipare.
Il ripasso, quindi, non deve necessariamente trasformarsi in una sequenza di esercizi già visti.
Gli stessi contenuti possono essere ripresi attraverso modalità diverse, facendo lavorare gli studenti sulle relazioni tra le parole, sulla costruzione del significato e sull’uso della lingua in contesti sempre più aperti.
È proprio qui che il gioco può diventare uno strumento particolarmente efficace: non aggiunge necessariamente nuovi contenuti, ma cambia il modo in cui gli studenti interagiscono con ciò che già sanno.

Come riattivare l’inglese dopo l’estate, un passo alla volta
Per riprendere l’inglese dopo l’estate può essere utile procedere gradualmente, passando da attività più semplici e immediate a compiti che richiedono una produzione linguistica maggiore.
Si può iniziare chiedendo agli studenti di identificare e riconoscere parole, immagini o elementi linguistici già incontrati.
Il passo successivo può essere abbinare e collegare, creando associazioni tra parole, significati, categorie o elementi di una frase.
Quando il lessico torna a essere più familiare, si può passare a classificare e ordinare, chiedendo agli studenti di individuare somiglianze, differenze e relazioni.
Da qui diventa naturale arrivare a descrivere e indovinare, utilizzando l’inglese non più soltanto per riconoscere una risposta corretta, ma per fornire informazioni, formulare ipotesi e comunicare con gli altri.
Infine, costruire e creare permette di utilizzare parole e strutture in maniera più libera, combinandole in frasi, mini-dialoghi o produzioni personali.
Non si tratta necessariamente di una sequenza rigida. La stessa classe può muoversi avanti e indietro tra queste meccaniche a seconda del livello, dell’età e degli obiettivi della lezione.
Riattivare l’inglese dopo l’estate: dal riconoscimento alla produzione orale
Uno degli obiettivi principali delle prime settimane può essere proprio quello di riportare gradualmente l’inglese nella comunicazione quotidiana della classe.
All’inizio, per alcuni studenti, può essere più semplice indicare una risposta, scegliere una parola o creare un’associazione. Sono compiti che richiedono una produzione limitata ma permettono comunque di riattivare lessico e strutture.
Poco alla volta, però, la stessa attività può evolvere.
Una parola riconosciuta può essere utilizzata in una frase. Una coppia di elementi collegati può diventare il punto di partenza per una descrizione. Una categoria può generare nuove parole. Una frase può essere modificata, ampliata o trasformata.
In questo modo il passaggio dalla comprensione alla produzione non avviene improvvisamente, ma attraverso piccoli cambiamenti nella richiesta fatta agli studenti.
L’inglese torna così a essere qualcosa da usare, non soltanto qualcosa da ricordare.
Osservare la classe senza iniziare con un test
Le attività di riattivazione possono offrire anche un altro vantaggio importante: permettono all’insegnante di osservare la classe.
Durante un gioco o un’attività collaborativa è possibile capire quali parole vengono riconosciute immediatamente, quali strutture vengono utilizzate con sicurezza e quali, invece, provocano esitazione.
Si può osservare chi riesce a costruire una frase in autonomia, chi ha bisogno del supporto dei compagni e quali contenuti meritano di essere ripresi nelle lezioni successive.
Tutto questo può avvenire senza iniziare l’anno con una verifica formale.
Il gioco diventa quindi anche uno strumento di osservazione informale, che aiuta l’insegnante a raccogliere indicazioni utili sul livello reale della classe e a programmare il lavoro successivo in modo più consapevole.

Il gioco come strumento per rimettere l’inglese in movimento
Con Lexiblox, le carte possono diventare il punto di partenza per meccaniche molto diverse.
Possono essere riconosciute, abbinate, ordinate, descritte, utilizzate per costruire frasi o trasformate in elementi di una sfida tra gruppi.
Lo stesso materiale può quindi essere adattato a momenti diversi della lezione e a livelli diversi di complessità.
Nelle prime settimane dell’anno questo permette di lavorare su contenuti già noti senza proporli necessariamente nello stesso modo in cui erano stati affrontati in precedenza.
La componente ludica aiuta inoltre a creare interazione tra gli studenti e a riportare gradualmente l’inglese al centro della comunicazione in classe.
Lexiblox nasce dall’esperienza maturata da Redrob nella didattica delle lingue e nella progettazione di attività pensate per favorire partecipazione, comunicazione e uso attivo dell’inglese.
Non serve sempre un’attività completamente nuova. A volte è sufficiente cambiare la meccanica per trasformare il modo in cui gli studenti utilizzano le parole che già conoscono.
Un punto di partenza per il nuovo anno scolastico
Riattivare l’inglese dopo l’estate non significa dedicare le prime settimane esclusivamente al ripasso.
Significa, piuttosto, creare un ponte tra ciò che gli studenti hanno già imparato e ciò che incontreranno nel nuovo anno. Per questo, riattivare l’inglese dopo l’estate può diventare il primo vero passo verso il lavoro del nuovo anno scolastico.
Partire dal riconoscimento, creare collegamenti, tornare a descrivere e arrivare gradualmente a costruire e creare permette alla classe di recuperare sicurezza e di rimettere in funzione competenze già acquisite.
Il back to school può così diventare non soltanto un momento di ripartenza, ma un’occasione per riscoprire quanto inglese è già presente nella classe e rimetterlo, poco alla volta, in movimento.
